20 Ott
  • By Anna Minola
  • Cause in

Lavorare Insieme muove i primi passi verso un welfare aziendale

La direzione di Lavorare Insieme sta muovendo i primi passi verso misure di Welfare aziendale davvero innovative.

In primavera ha sottoscritto un accordo aziendale con le Organizzazioni Sindacali che permette ai/alle lavoratori/trici di scegliere liberamente e volontariamente di utilizzare l’ Elemento Retributivo Territoriale quale welfare aziendale per due tipologie di spesa: rimborso per le prestazioni per i servizi di educazione e istruzione dei figli oppure rimborso per le  prestazioni e i servizi di previdenza e assistenza.

I Quarantaquattro dipendenti che hanno optato liberamente e volontariamente di aderire a questa sperimentazione utilizzando in toto la somma derivante dall’applicazione dell’ERT 2016 in conto welfare aziendale, verrà riconosciuta una somma pari a € 240,00 pro capite in ragione dei singoli regimi orari e delle presenze riscontrate nel corso dell’anno 2016 invece dei 196,00 previsti dal Contratto Integrativo Territoriale.

in data 13/10/2017 è stato sottoscritto un accordo sindacale aziendale per la conciliazione vita professionale e privata che prevede due aree di intervento, la flessibilità organizzativa e l’area genitorialità.

la prima area prevede le seguenti misure:

  1. Ferie solidali

    Ai sensi dell’art. 24 del D.Lgs. 151/2015, si permette ai lavoratori volontariamente la possibilità di cedere a titolo gratuito i permessi e le ferie ad altri lavoratori della stessa azienda quando sussistono particolari condizioni di salute del collega o dei figli minorenni.
    La cessione delle ferie può avere ad oggetto soltanto le ore eccedenti il periodo minimo legale di ferie previste dal contratto e dalla normativa vigente pari a 4 settimane, equivalente a 152 ore per il tempo pieno, da riparametrare per i part-time. Questa misura oltre a essere indispensabile per chi ne dovesse avere necessità avrà la funzione di stimolare uno spirito realmente cooperativo tra i dipendenti

    2. Part-time:
    Al rientro del periodo di assenza per maternità, la lavoratrice può richiedere il passaggio da full-time a part-time previa verifica da parte della direzione aziendale della sostenibilità organizzativa di tale richiesta. La direzione e la lavoratrice inoltre devono definire congiuntamente le modalità operative per la fruizione della suddetta richiesta;

    1. Banca Ore:
      Viene confermata la possibilità della banca delle ore secondo quanto previsto dal CIT;
    2. Flessibilità oraria in entrata ed uscita:
      I lavoratori che non operano fronte utenza possono richiedere la possibilità di flessibilizzare il proprio orario di lavoro sia di entrata che di uscita per il massimo di un’ora giornaliera, compatibilmente con le esigenze aziendali e previa autorizzazione della direzione stessa;per quanto concerne l’area genitorialità estensione temporale del congedo sperimentale di paternità:

      a. Il lavoratore dipendente padre ha diritto ad 1 giorno aggiuntivo rispetto a quanto

      previsto dalla normativa vigente;
      b. La fruizione deve avvenire in via continuativa con il congedo obbligatorio

      sperimentale di paternità previsto dalla normativa vigente, entro i 5 mesi dalla

      nascita del figlio ed in misura intera e non frazionabile ad ore;
      c. Il lavoratore deve provvedere a fare comunicazione scritta al datore di lavoro delle

      giornate di astensione;
      d. L’indennità relativa a quella giornata è interamente a carico dell’azienda.

      La somma di queste misure ci dice quanto la nostra organizzazione stia investendo sia in termini economici che in termini di pensiero su questi temi che  sono decisivi per permetterci di affrontare il lavoro con serenità