08 Feb
  • By Francesca Bresciani
  • Cause in

Il tema dell’abitare

Il tema dell’abitare è uno dei tasselli fondamentali all’interno della costruzione del progetto di vita della persona con disabilità.
Questo concetto è ribadito con forza dalla Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità, del 2006, ratificata nel nostro paese nel 2009; l’articolo 19 delle Convenzione cita testualmente:

“Le persone con disabilità abbiano la possibilità di scegliere, su base di uguaglianza con gli altri, il proprio luogo di residenza e dove e con chi vivere; le persone con disabilità abbiano accesso ad una varietà di servizi di sostegno domiciliari, residenziali e di altro tipo, compresa l’assistenza personale necessaria per consentire loro di vivere ed essere incluse nella società e impedire che siano isolate o segregate dalla collettività; i servizi e le strutture destinati alla popolazione generale siano messe a disposizione, su base di uguaglianza con gli altri, delle persone con disabilità e siano adattati ai loro bisogni”

La declinazione con cui la Convenzione approccia questo tema rappresenta dunque un grosso cambio di paradigma. Affermare che anche le persone disabili abbiamo la possibilità di scegliere dove e con chi vivere ribalta completamente l’ottica dei servizi classici destinati ad essere contenitori di bisogni più o meno urgenti, spesso in una fase della vita tarda o comunque all’insorgere di grossi problemi e/o difficoltà di natura assistenziale o relazionale. La scelta del dove e con chi vivere afferma con forza un diritto che parte dalla opportunità di considerare la persona al centro del suo progetto, e costruire insieme possibilità e opportunità di vita.

È inutile dire che si tratta di un cammino lungo, in quanto questo tipo di approccio si scontra con tante fatiche, resistenze e rigidità di varia natura; ostacoli di carattere culturale, sociale, organizzativo, economico. Nonostante ciò, la Lavorare Insieme ha scelto di iniziare questo cammino, acquisendo nuove attività, provando a ripensarne alcune esistenti e gestite dalla Cooperativa, e progettandone di nuove.

Il primo passaggio è stata l’assunzione nel 2021, di importanti attività residenziali, quali sono le Comunità sociosanitarie (CSS), con l’obiettivo di completare la filiera di risposte e interventi alla disabilità, e di potenziare l’offerta abitativa per le persone adulte che frequentano i servizi diurni della Cooperativa. Con questa finalità sono state acquisite le attività del Consorzio La Cascina prima, e della Cooperativa Si può Fare poi, come è già stato raccontato in precedenti occasioni. Nel 2022 la sfida è invece rappresentata dalla sperimentazione di nuovi modelli e dal ripensamento di altri.

Per quanto concerne la sperimentazione si può dire che tre sono i fronti su cui la cooperativa intende lavorare e investire; il primo è rappresentato dall’appartamento ad Almè per persone con disturbo dello spettro autistico di primo livello, che è stato progettato in sinergia con la Cooperativa SERENA (vedi articolo successivo). Questa esperienza, che molto probabilmente verrà inaugurata in primavera coinvolgerà tre persone che avranno la possibilità di sperimentarsi in un percorso di convivenza e vita adulta autonoma, accompagnati e supportati dall’esperienza e dal know-how del lavoro che le cooperative portano avanti.

La seconda progettualità invece è l’appartamento di Ponteranica Alta. In questo caso si tratta di un progetto nato per volontà di una famiglia che metterà a disposizione un luogo per realizzare un’esperienza di vita adulta autonoma per quattro persone disabili del territorio e limitrofi, legata al progetto di vita e di acquisizione di autonomia del proprio congiunto. La particolarità di questa esperienza infatti è che la persona che mette a disposizione l’appartamento (insieme a parte della sua famiglia) non vivrà nel nucleo del progetto ma manterrà la sua vita nell’appartamento che si trova al piano superiore, con lo scopo di preservare il suo ambiente di vita, ricevendo però sostegno e supporto da parte di coloro che andranno a vivere nello stabile.

Il terzo elemento di investimento è costituito dall’impegno progettuale che Lavorare Insieme, insieme alla cooperativa Alchimia e all’associazione Abilitare Convivendo stanno portando avanti sui territori di Curno e Mozzo. All’interno, infatti, del percorso di evoluzione e differenziazione del progetto di scuola di vita adulta autonoma Welcome “Un casa per Noi” (portato avanti dall’organizzazioni già da diversi anni) si è aperta la possibilità di progettare e realizzare una esperienza di housing permanente/continuativo sul territorio che vada a rappresentare il naturale sbocco/evoluzione del progetto di scuola di vita adulta autonoma. Tutti gli attori coinvolti stanno ragionando rispetto all’individuazione di un luogo in cui provare a concretizzare questa esperienza.

La sfida più grande però è rappresentata dalla nuova RSD che la Lavorare Insieme intende realizzare a Bergamo, trasferendo l’attuale servizio di Bonate Sotto in un contesto particolarmente interessante e innovativo definito “Villaggio di Comunità”, a Via Ghirardelli, vicino allo stadio.
Si tratta di un progetto che vedrà coinvolte varie realtà del terzo settore e non solo, per la realizzazione di un nuovo servizio di prossimità sociale e sociosanitaria. Il “Villaggio di Comunità” infatti comprenderà un nuovo polo per l’infanzia, la “casa della comunità”, quale nuova forma di presidio sanitario territoriale, forme di housing sociale destinato a varie tipologie di fragilità e soprattutto la nuova residenza sanitaria per disabili della Cooperativa Lavorare Insieme, che abbiamo, un po’ in maniera semplicistica, definito RSD comunitaria.
Questa definizione, per quanto non sia esaustiva rispetto ad una serie di significati che stanno a cuore alla Cooperativa Lavorare Insieme, rende bene l’idea della direzione che si intende seguire. La RSD che stiamo immaginando si trova al centro della vita comunitaria, deve poter garantire alti livelli di assistenza, ma anche occasione di relazioni sociali, deve essere in grado di offrire la personalizzazione degli spazi e deve poter costruire un clima che gradualmente faccia sentire le persone a casa propria.
Insomma, la scommessa si fonda sulla possibilità di far vedere che anche la RSD sia un luogo di vita a tutti gli effetti. Il Villaggio di Comunità ci sembra offrire le opportunità giuste per perseguire questo disegno, pertanto nel 2022, dopo avere definito il partenariato tra i vari attori che faranno parte del progetto del Villaggio, si procederà alla definizione degli spazi specifici della residenza sanitaria, che terranno conto degli spunti e delle indicazioni emerse all’interno dei gruppi di lavoro promossi dalla Cooperativa negli scorsi anni, che hanno visto la partecipazione di operatori RSD, coordinatori, membri del CDA, famiglie e persone esterne vicine alla Cooperativa.

Si tratta di una scommessa grande e ambiziosa che la Lavorare Insieme intende giocare con il massimo impegno e determinazione; in palio c’è la necessità di dimostrare che è possibile poter immaginare e realizzare un modello sostenibile, integrato nella comunità in grado di offrire possibilità di vita qualitativa a persone con disabilità grave.